
Il motore a benzina è ancora oggi uno dei sistemi di propulsione più diffusi al mondo. Nonostante l’arrivo di auto elettriche, ibride e nuove tecnologie, milioni di automobilisti continuano a guidare veicoli con motore a combustione interna a benzina, spesso senza conoscerne davvero il funzionamento.
Capire come funziona un motore a benzina, anche in modo semplice, aiuta non solo a guidare meglio, ma anche a manutenere correttamente l’auto, a riconoscere eventuali problemi e a fare scelte più consapevoli quando si acquista un veicolo nuovo o usato.
In questo articolo spiegheremo il principio di funzionamento del motore a benzina in modo chiaro, senza tecnicismi inutili, partendo dalle basi fino ad arrivare ai concetti fondamentali che regolano la sua efficienza, l’affidabilità e i consumi.

Un motore a benzina è un tipo di motore termico a combustione interna che utilizza la benzina come carburante per generare energia meccanica. Questa energia serve a far muovere le ruote dell’automobile.
Si parla di “combustione interna” perché l’esplosione della miscela di aria e benzina avviene all’interno del motore stesso, più precisamente nei cilindri. È proprio questa esplosione controllata che permette al motore di trasformare il carburante in movimento.
La benzina viene scelta per le sue caratteristiche di volatilità e combustione, che la rendono adatta a motori che lavorano a regimi elevati e offrono una guida fluida e silenziosa.
Il motore a scoppio (a benzina) viene chiamato
Ciclo Otto in onore dell’ingegnere tedesco Nikolaus August Otto, che nel 1876 brevettò il primo motore a quattro tempi funzionante, basato su un ciclo termodinamico che prevede aspirazione, compressione, scoppio (combustione) ed espansione dei gas, seguito dallo scarico. Questo sistema è il fondamento dei moderni motori a benzina, anche se il concetto di base era già stato studiato da altri, come Beau de Rochas.
Il funzionamento del motore a benzina si basa su un concetto molto semplice:
bruciare benzina per produrre energia.
Questa energia non viene usata direttamente per muovere l’auto, ma viene prima trasformata in movimento meccanico rotatorio, che poi, attraverso una serie di componenti, arriva fino alle ruote.
Il cuore di tutto il processo è il cilindro, all’interno del quale si muove il pistone. Ogni volta che avviene una combustione, il pistone viene spinto verso il basso con forza, generando movimento.

Per capire davvero come funziona un motore a benzina, è utile conoscere i suoi elementi fondamentali. Non serve memorizzarli tutti, ma sapere cosa fanno aiuta a rendere il funzionamento molto più chiaro.
I principali componenti sono:
Ognuno di questi elementi ha un ruolo preciso e lavora in perfetta sincronizzazione con gli altri.
La maggior parte dei motori a benzina moderni utilizza il ciclo a quattro tempi, chiamato anche ciclo Otto, dal nome dell’ingegnere che lo sviluppò.
Questo ciclo si ripete migliaia di volte al minuto e si divide in quattro fasi fondamentali:

Durante questa fase, il pistone scende verso il basso e aspira una miscela di aria e benzina all’interno del cilindro. La valvola di aspirazione si apre, permettendo l’ingresso della miscela, mentre quella di scarico rimane chiusa.
È un po’ come quando si riempie una siringa tirando lo stantuffo indietro, un’analogia utile per comprendere il movimento meccanico rotatorio del motore a 4 tempi.
Una volta entrata la miscela aria-benzina, il pistone risale verso l’alto comprimendola. In questa fase
tutte le valvole sono chiuse.
La compressione è fondamentale perché rende la combustione più potente ed efficiente. Più la miscela è compressa correttamente, migliore sarà il rendimento del motore.
Arrivati al punto massimo di compressione, la candela genera una scintilla che accende la miscela aria-benzina. Avviene una piccola esplosione controllata che spinge con forza il pistone verso il basso.
Questa è la fase in cui viene prodotta l’energia vera e propria. È anche il motivo per cui spesso si parla di “scoppio” nel motore a benzina.
Dopo la combustione, il pistone risale nuovamente e spinge fuori i gas combusti attraverso la valvola di scarico. Questi gas finiscono poi nel sistema di scarico e vengono espulsi all’esterno.
Una volta completata questa fase, il ciclo ricomincia dall’aspirazione.
Le candele sono uno degli elementi distintivi del motore a benzina. Senza di esse, la combustione non potrebbe avvenire.
La candela ha il compito di generare una scintilla elettrica nel momento esatto in cui la miscela aria-benzina è compressa. Questa scintilla deve essere precisa, forte e costante.
Candele usurate o sporche possono causare:
Ecco perché la manutenzione delle candele è fondamentale per il buon funzionamento del motore a benzina.

Nei motori moderni, la benzina arriva ai cilindri tramite un sistema di iniezione elettronica. In passato si usava il carburatore, oggi quasi completamente scomparso.
L’iniezione elettronica dosa la quantità esatta di benzina da mescolare con l’aria, in base a:
Questo sistema migliora consumi, prestazioni ed emissioni, rendendo il motore più efficiente e affidabile.


Il motore a benzina funziona correttamente solo se il rapporto tra aria e carburante è equilibrato. Questo rapporto viene chiamato rapporto stechiometrico.
Se entra troppa benzina, il motore consuma di più e inquina maggiormente.
Se entra troppa aria, il motore perde potenza e può funzionare male.
I sensori moderni controllano continuamente questo equilibrio, adattando il funzionamento del motore in tempo reale.
Ad esempio, il rapporto stechiometrico per la combustione di benzina è generalmente pari a 14,7:1, cioè di 14,7 kg di aria per ogni kg di benzina, mentre la combustione magra può essere condotta ad un rapporto anche di 65:1.
Il pistone si muove su e giù, ma le ruote dell’auto devono girare. Qui entra in gioco l’albero motore.
L’albero motore trasforma il movimento verticale dei pistoni in movimento rotatorio, che viene poi trasmesso alla trasmissione e infine alle ruote.
È uno dei componenti del motore a 4 tempi più sollecitati e deve essere lubrificato perfettamente per evitare usura e danni gravi.

Il motore a benzina contiene molte parti in movimento che lavorano ad alte temperature, tipiche del motore a 4 tempi. Senza lubrificazione, l’attrito distruggerebbe il motore in pochi minuti.
L’olio motore serve a:
Usare olio di qualità e rispettare gli intervalli di cambio è essenziale per la durata del motore.
Durante il funzionamento, il motore a benzina produce molto calore. Se non venisse smaltito, il motore si surriscalderebbe.
Il sistema di raffreddamento mantiene la temperatura entro limiti sicuri, grazie a:
Un corretto raffreddamento migliora l’efficienza e previene danni costosi.
Un motore a benzina può essere aspirato o sovralimentato (turbo).
Nel motore aspirato, l’aria entra naturalmente nei cilindri.
Nel motore turbo, l’aria viene compressa da un turbocompressore, aumentando la quantità di ossigeno disponibile per la combustione.
I motori turbo offrono:
Ma richiedono anche una manutenzione più attenta.

Nonostante le nuove tecnologie, il motore a benzina continua a essere apprezzato per diversi motivi:
Per molti automobilisti, rappresenta ancora oggi la soluzione più equilibrata.
La durata di un motore a benzina dipende più dall’uso e dalla manutenzione che dalla marca. Con una guida corretta e tagliandi regolari, può durare parecchi chilometri. La durata di un motore a 4 tempi può arrivare fino a 250.000–300.000 chilometri e oltre se mantenuto correttamente..
L’affidabilità è legata a:
Conoscere il principio di funzionamento del motore a benzina permette di avere un rapporto più consapevole con la propria auto. Non serve essere meccanici per capire come nasce il movimento che ci porta ogni giorno al lavoro, in viaggio o nel tempo libero.
Il motore a benzina è un sistema affascinante, frutto di oltre un secolo di evoluzione tecnologica. Capirlo in modo semplice significa anche rispettarlo di più, mantenerlo meglio e sfruttarlo al massimo delle sue potenzialità.
Un motore a benzina (motore a scoppio, motore a combustione interna) trasforma l’energia chimica della benzina e dell’aria in energia meccanica tramite il ciclo Otto a quattro tempi: aspirazione, compressione, accensione e scarico. Durante la fase di aspirazione la miscela aria-benzina viene aspirata all’interno del cilindro; il pistone sale nella fase di compressione e la miscela viene compressa nella camera di combustione; l’accensione provoca la combustione che spinge il pistone verso il punto morto inferiore trasformando i gas combusti in movimento dell’albero motore tramite biella; infine la valvola di scarico si apre per espellere i gas di scarico.
I motori a benzina sono motori ad accensione comandata che usano una miscela aria-benzina e una scintilla per l’accensione; nei motori diesel (motore a combustione interna ad accensione per compressione) il carburante (gasolio) viene iniettato e si incendia per l’elevata temperatura dovuta alla compressione. Il ciclo termodinamico e il rapporto di compressione differiscono: il motore diesel ha solitamente rapporto di compressione più alto e non usa la candela per l’accensione.
I componenti principali sono i cilindri con pistoni, le valvole (valvola di aspirazione e valvola di scarico), l’albero motore collegato alle bielle, il sistema di iniezione o carburatore per la miscela, e la camera di combustione dove avviene l’espansione dei gas. Durante le quattro fasi (aspirazione, compressione, combustione/espansione, scarico) la miscela aria-benzina viene aspirata, viene compressa, la combustione provoca l’espansione dei gas che abbassa il pistone e genera energia meccanica, poi i gas combusti vengono espulsi.
Registrandoti accetti la nostra politica sulla privacy.