
Quando si parla di motori, tre parole tornano continuamente fuori: cilindrata, alesaggio e corsa. Sono termini che troviamo nelle schede tecniche, nelle pubblicità delle auto, nelle recensioni online e perfino nei discorsi al bar tra appassionati. Eppure, per molte persone, restano concetti vaghi, quasi misteriosi. Spesso vengono associati in modo semplicistico alla potenza o ai consumi, senza comprenderne davvero il significato.
Capire cosa indicano cilindrata, alesaggio e corsa non è solo una curiosità tecnica: è il modo migliore per capire come funziona un motore, perché due auto con la stessa potenza possono comportarsi in modo molto diverso e perché alcuni motori sono più adatti alla guida rilassata mentre altri sembrano nati per salire di giri e quindi per una guida prevalentemente sportiva.
In questo articolo faremo chiarezza, senza formule complicate e senza inutili tecnicismi, spiegando cosa sono, come si influenzano tra loro e che effetto hanno su prestazioni, consumi, affidabilità e piacere di guida.
La cilindrata è uno dei primi dati che si guardano quando si parla di un motore. Viene espressa in centimetri cubi (cc) o in litri e rappresenta il volume totale dei cilindri del motore.
In parole semplici, la cilindrata indica quanto “spazio” hanno i pistoni per aspirare aria e carburante durante il loro movimento. Più questo spazio è grande, più miscela aria-carburante può entrare nel motore e, potenzialmente, più energia può essere prodotta durante la combustione.
Un motore da 1.000 cc ha una cilindrata totale di un litro, uno da 2.000 cc ne ha due, e così via. Questo valore è il risultato diretto di alesaggio, corsa e numero di cilindri.
È importante chiarire subito un punto fondamentale:
la cilindrata non è sinonimo automatico di potenza. Un motore moderno di piccola cilindrata con turbo può sviluppare più cavalli di un vecchio motore aspirato di cilindrata superiore. Tuttavia, la cilindrata continua a influenzare profondamente il carattere del motore.

Per decenni, soprattutto nel passato, la cilindrata era il modo più diretto per ottenere più potenza. Non esistevano turbine efficienti, l’elettronica era quasi assente e per far andare forte un’auto bisognava aumentare le dimensioni del motore.
Motori di grossa cilindrata offrivano coppia elevata, funzionamento fluido e affidabilità, soprattutto a regimi medio-bassi. Ancora oggi, nonostante il downsizing (Ridimensionamento) e l’elettrificazione, la cilindrata resta un indicatore chiave del comportamento del motore.
Un motore di maggiore cilindrata tende ad avere:
Al contrario, una cilindrata ridotta punta su:
L’alesaggio è il diametro interno del cilindro. È la misura della “larghezza” del cilindro entro cui scorre il pistone.
Un alesaggio grande significa un cilindro largo, quindi un pistone di grandi dimensioni. Questo influisce su diversi aspetti del funzionamento del motore, dalla respirazione alla velocità di rotazione.
Un motore con alesaggio ampio permette l’uso di valvole più grandi, migliorando il flusso di aria in ingresso e in uscita. Questo favorisce le prestazioni agli alti regimi e rende il motore più adatto a sviluppare potenza elevata.
Per questo motivo, molti motori sportivi hanno alesaggi generosi: respirano meglio e riescono a girare a regimi più alti.


La corsa è la distanza che il pistone percorre dal punto morto superiore al punto morto inferiore. In pratica, indica quanto “sale e scende” il pistone all’interno del cilindro.
Una corsa lunga significa che il pistone percorre un tratto più ampio a ogni giro dell’albero motore. Questo ha conseguenze dirette sulla coppia motrice e sul comportamento del motore.
Motori con corsa lunga tendono a sviluppare più coppia ai bassi regimi, risultando ideali per l’uso quotidiano, per le auto pesanti o per chi cerca comfort e fluidità.
Di contro, una corsa lunga limita il regime massimo di rotazione, perché il pistone si muove più velocemente e le sollecitazioni meccaniche aumentano.
La cilindrata nasce dalla combinazione di alesaggio, corsa e numero di cilindri. Modificando alesaggio o corsa, a parità di cilindri, cambia la cilindrata e cambia anche il carattere del motore.
Ma non è solo una questione di volume. Il rapporto tra alesaggio e corsa definisce l’architettura del motore, influenzando profondamente come questo eroga potenza e coppia.
Esistono tre grandi famiglie di motori:
Ognuna ha caratteristiche ben precise.
Un motore si definisce a corsa lunga quando la corsa è maggiore dell’alesaggio. In questo caso, il pistone percorre una distanza elevata, generando una spinta efficace già a bassi regimi.
Questo tipo di motore è tipico delle auto orientate al comfort, delle utilitarie, delle berline familiari e dei veicoli diesel. Offre una guida rilassata, con meno necessità di cambiare marcia e buona risposta anche a bassi giri.
Dal punto di vista pratico, un motore a corsa lunga:
È perfetto per chi guida tranquillo e percorre molti chilometri.

Un motore viene definito quadro quando alesaggio e corsa hanno valori simili. Questa configurazione rappresenta un ottimo compromesso tra coppia e potenza.
I motori quadri sono molto diffusi perché offrono:
Sono ideali per un utilizzo misto città–extraurbano–autostrada e per chi cerca un motore equilibrato, senza estremismi.

Nei motori superquadri, l’alesaggio è maggiore della corsa. Il cilindro è largo e il pistone percorre una distanza più breve.
Questa configurazione consente al motore di:
È tipica dei motori sportivi, delle auto ad alte prestazioni e delle moto. Il rovescio della medaglia è una coppia più limitata ai bassi regimi e la necessità di mantenere il motore “in tiro” per ottenere il meglio.
Cilindrata, alesaggio e corsa influenzano direttamente anche i consumi di carburante e l’efficienza complessiva del motore.
Un motore di grossa cilindrata consuma più carburante semplicemente perché aspira più aria e richiede più benzina o gasolio per ogni ciclo. Tuttavia, se lavora a regimi più bassi, può risultare sorprendentemente efficiente in determinate condizioni.

I motori a corsa lunga, se utilizzati con un regime di guida moderato, si distinguono per un consumo di carburante contenuto. Al contrario, i motori superquadri, progettati per operare a regimi elevati, tendono a presentare consumi maggiori quando impiegati intensamente.
Negli ultimi anni, il concetto di cilindrata è stato in parte rivoluzionato dal downsizing e dalla sovralimentazione. Motori piccoli, grazie al turbo, riescono a sviluppare potenze elevate mantenendo consumi ed emissioni ridotti.
In questi casi, alesaggio e corsa vengono progettati per ottimizzare:
Nonostante ciò, le leggi della fisica non cambiano: un motore di piccola cilindrata turbo avrà comunque un comportamento diverso rispetto a un grande aspirato.
Un altro aspetto spesso trascurato è il legame tra geometria del motore e affidabilità nel tempo.

Motori che lavorano a regimi più bassi, con pistoni meno sollecitati, tendono a durare di più. Non è un caso se molti motori longevi del passato avevano corsa lunga e potenze specifiche contenute.
I motori moderni, più spinti, compensano con materiali avanzati, lubrificanti migliori e controlli elettronici raffinati. Tuttavia, alesaggio e corsa restano fattori determinanti nella vita utile del motore.
Quando si sceglie un’auto, non basta guardare solo cavalli e cilindrata. Capire come sono progettati alesaggio e corsa aiuta a prevedere:
Un’auto pensata per la famiglia avrà esigenze diverse rispetto a una sportiva, e la geometria del motore riflette queste scelte progettuali.
Cilindrata, alesaggio e corsa non sono semplici numeri su una scheda tecnica. Sono la firma tecnica del motore, il suo DNA.

Capirli significa leggere tra le righe, andare oltre il marketing e scegliere un’auto in modo più consapevole. Che si cerchi comfort, efficienza o prestazioni, questi tre elementi raccontano molto più di quanto sembri.
Nel prossimo articolo entreremo ancora più nel dettaglio del comportamento del motore, collegando questi concetti a coppia, potenza e regime di rotazione, per completare il quadro in modo semplice e concreto.
L’alesaggio è il diametro del cilindro (mm) e la corsa è lo spostamento lineare del pistone tra punto morto superiore (PMS) e punto morto inferiore (PMI); per calcolare la cilindrata unitaria si usa la formula π·(alesaggio/2)²·corsa: moltiplicando per il numero di cilindri si ottiene la cilindrata totale.
Un motore superquadro (alesaggio superiore alla corsa) favorisce regimi di rotazione più elevati e potenza massima, grazie a minor corsa del pistone e minore velocità media del pistone; un motore a corsa lunga (sottoquadro) offre più coppia motrice e migliore rendimento termico, ma può limitare il numero di giri per aumentato attrito e maggiore braccio di leva sulla biella e sull’albero motore.
Aumentando l’alesaggio o la corsa, si modifica la camera di combustione, il rapporto di compressione e la corsa del pistone; per ottenere massima potenza spesso si adotta un motore superquadro con valvole più grandi e albero motore e bielle rinforzati (usato in F1 o motori da competizione), mentre in auto di serie si cerca parità di cilindrata, economie di attrito e regimi di rotazione compatibili con i 4T/2T e numero di giri desiderato.
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